Fini: "A congresso An favoriro' nascita partito unico"
FIRENZE - "Il Popolo della libertà era un giusto e doveroso passo in avanti verso il futuro". Così il leader di An, Gianfranco Fini spiega, in campagna elettorale a Firenze, le ragioni che insieme a Silvio Berlusconi lo hanno portato a dar vita al Pdl. "Abbiamo compiuto un primo importante passo in avanti verso il futuro con il gruppo unico - afferma - il partito unico, almeno per An, verrà dopo il congresso e io mi auguro che ce ne siano le condizioni. Anzi, cercherò di fare in modo che le condizioni ci siano". Fini ripercorre gli avvenimenti delle ultime settimane che hanno portato alla nascita del Pdl e alla sua ferma volontà di sciogliere Alleanza nazionale in una formazione del centrodestra ispirata ai valori del Ppe. "Una classe dirigente è tale - afferma - se mette da parte i personalismi. Per questo io e Berlusconi abbiamo lasciato da parte gli indugi, abbiamo scelto di superare ciò che ci aveva diviso e di iniziare un'avventura che si preannuncia interessante e affascinante, partendo dal dovere che sentiamo, come classe dirigente, di gettare il cuore oltre l'ostacolo e fare ciò che da tempo ci chiedeva il Popolo delle libertà". Se fossero prevalse divisioni e personalismi, se fosse stato messo avanti ciò che divide e non ciò che unisce, chi avrebbe capito?", conclude Fini.

DELINQUENTI CONDANNATI A LAVORARE
Dopo la proposta choc della castrazione chimica che Gianfranco Fini avanza da sempre dove è in campagna elettorale, un'altra idea destinata a far discutere: condannare al lavoro i delinquenti. "Avanzo qui una proposta prima che Veltroni la faccia sua come ha già fatto con altre - inizia ironizzando il leader di An - Da noi spesso i delinquenti non hanno paura del carcere ma di essere condannati a lavorare. Vorrei che allora fosse introdotto anche in Italia un deterrente. Non si tratta, come scriveranno domani i giornali, dei lavori forzati, né di mettere i detenuti al lavoro con la palla al piede come in Alabama". La proposta forte del leader di An è invece che "i delinquenti siano condannati a lavorare tanti giorni e tante ore fin quando non hanno pagato il loro debito con lo Stato". "Nell'ordinamento giudiziario sono già previste pene alternative al carcere che vanno ampliate. NOn è quindi una novità assoluta. Occorre far rifondere il danno attraverso il lavoro, ha aggiunto Fini parlando a margine del comizio fatto alla Fortezza Da Basso.

SANZIONI AMMINISTRATIVE PER CHI ASSUME DROGHE
"A Veltroni chiedo se secondo lui esiste il diritto di drogarsi, di assumere sostanze stupefacenti, di farsi del male. Se non esiste io credo che ci debba essere una sanzione per chi assume le droghe". Gianfranco Fini parla a Firenze in campagna elettorale e ribadisce la sua idea di comminare sanzioni amministrative a chi fa uso di sostanze stupefacenti. "Non parlo di galera - precisa - non voglio mandare in carcere chi si fa una canna o assume per uso personale sostanze anche più dure. Parlo di sanzioni amministrative come la sospensione della patente, la revoca del porto d'armi o, se si tratta di minorenni, la necessità di avvertire la famiglia".

VELTRONI SI VERGOGNA DI PRODI
"Veltroni si vergogna del lascito di Prodi. Bisogna capirlo e compatirlo nel suo imbarazzo...". Ancora in un altro passaggio del suo comizio Gianfranco Fini attacca Walter Veltroni, definendolo "un politico bravo e avvertito, un propagandista capace di evocare le elezioni americane". "Ma bisognerà spiegargli - conclude Fini - che non basta dire un giorno I Care e un giorno We Can per essere credibili".
RIMOZIONE PRODI E' PSICANALITICA - "La rimozione totale di ciò che il governo Prodi ha fatto negli ultimi due anni da parte di Veltroni, è un fatto da psicanalisi, perché il primo dovere di chi ha governato è rispondere del proprio operato". Gianfranco Fini parla a Firenze per la campagna elettorale del Pdl e il suo é un continuo attacco nei confronti del leader del Pd, che a suo giudizio "parla come se fosse il leader dell'opposizione". "Anche i loro manifesti - prosegue Fini - sono una gaffe freudiana. Dicono che non è sufficiente cambiare un governo, ma serve cambiare l'Italia dimenticandosi che al governo c'erano loro". "Non si è mai visto in nessuna democrazia del mondo che un leader di un partito che ha governato inizi i comizi elettorali dicendo: 'Premesso che l'Italia fa schifo, date fiducia a me che cambio tutto.'", conclude Fini.

CHE DIRA' VELTRONI QUANDO PULLMAN E' A NAPOLI?
"Se non fossi un personaggio pubblico se non avessi una faccia conosciuta, vorrei andare in incognito a Napoli nel giorno in cui arriverà il pullman di Veltroni". Lo dice Gianfranco Fini in campagna elettorale a Firenze. "Vorrei vedere - prosegue il leader di An - come Veltroni spiegherà alla gente che è il partito del futuro e del nuovo quello di Bassolino e della Jervolino".

da www.ansa.it

02.03.08