Alle Olimpiadi vince la Meloni
6 Agosto 2008 ore 10:38 am | In Rassegna Stampa |Quanto
ha ragione Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, a chiedere almeno
agli atleti un qualche segno, anche il più simbolico, il meno audace,
di dissenso dai Giochi olimpici celebrati in quel Paese indegno di
partecipare alla vita sportiva degli altri, figuratevi a organizzare
un’Olimpiade? Ne ha de vendere e io la ringrazio, come ringrazio
Maurizio Gasparri. Qualcosa, pur tardi, si muove nel cicaleccio
compiaciuto che ha preparato l’evento come se nulla fosse.
Le Olimpiadi a Pechino non si dovevano fare, è semplice ed evidente. La
maggiore responsabilità ricade e ricadrà perciò sul Cio, il supponente
Comitato olimpico. Ma questa decisione miope e interessata è passata
sotto silenzio, hanno taciuto le grandi democrazie occidentali che
avevano il dovere di esprimere le gravissime ragioni che consigliavano
perlomeno di porre delle condizioni, alzare il tiro delle richieste,
insomma proprio ciò che non è accaduto. I capi comunisti cinesi dicono
che le Olimpiadi non devono essere politicizzate. Al contrario, queste
Olimpiadi dovevano e devono essere politicizzate. Chi riceve tale onore
e ne ricava quattrini, progetti, visibilità e ripulitura dell’immagine,
non può rispondere censurando i giornalisti, silenziando internet,
continuando a torturare e ammazzare. In tanta incoscienza, dopo il
Tibet, la Birmania e altre nefandezze di regime, è arrivato pure il
terrorismo.
Non dico che il nostro governo non abbia tentato di prendere le
distanze. Silvio Berlusconi non va all’inaugurazione, ma i capi di
Stato e i primi ministri europei non hanno compiuto una scelta comune,
che avrebbe avuto altro peso. E va, purtroppo, almeno fino ad oggi è
confermato, il ministro Franco Frattini, competente civil servant che
ha fatto quel che il premier gli ha chiesto, però quel «gli amici
cinesi», quando non il governo ha ignorato il Dalai Lama, ce lo poteva
risparmiare.
La figura peggiore la fa il pugile Carmelo Russo. Ha dichiarato che
certi politici, anche se sono vicini alle sue idee, non capiscono certe
cose al di fuori del loro mondo. Ha aggiunto che non intende perdersi
l’occasione della sua vita. Buon per lui, se gareggiare in quel
postaccio non gli dà fastidio, vuol dire che ha un bel pelo sullo
stomaco. È ora di finirla con gli atleti marionette tutti muscoli,
pubblicità, e doping, quelli che bisogna sempre chiedere al mister.
Invece di fare domande al ministro Meloni, ne faccia qualcuna a se
stesso.
di Maria Giovanna Maglie da
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