Fini: piu' gravi episodi di Torino, e scoppia polemica
ROMA
- Gianfranco Fini da 'Porta a porta' condanna l'episodio di violenza
che ha portato alla morte del giovane picchiato dai naziskin a Verona.
Il presidente della Camera denuncia 'un malessere profondo, per una
carenza di valori' e invita la politica a 'non rinunciare ad avere un
ruolo pedagogico'. Nel ricordare che An ha annunciato 'tolleranza zero'
contro la criminalita' degli immigrati ma anche in casi come questo,
Fini ha definito pero' piu' gravi 'gli scontri anti-israeliani a
Torino'. E scoppia la polemica.
CARENZA DI VALORI
"Si
tratta di fenomeni -spiega Fini- diffusi non solo in Italia e non solo
colorati da funeste ideologie e che dimostrano carenza di valori di
riferimento. Parliamo di giovani privi di esempi, di volontà positiva,
di ancoraggio, che spesso fanno riferimento al branco e nove volte su
dieci sono dei vili, incapaci di affermare la propria personalità,
spesso pieni di sostanze stupefacenti e alcol". "La società deve
interrogarsi - aggiunge il presidente della Camera - sul ruolo della
scuola, della famiglia, ma anche della tv e del cinema".
SINISTRA RADICALE? VIOLENZA CHE GIUSTIFICA CON ANTISIONISMO
Ma
gli "scontri anti-israeliani di Torino e gli attacchi di naziskin a
Verona" per Gianfranco Fini "non sono paragonabili". "Quel gruppo che
si definisce neonazista va punito, ma quello che accade a Torino -
afferma nel corso di 'Porta a porta' - è più grave. La sinistra
radicale dà vita ad una violenza che giustifica con una politica
anti-sionista. Non si può nascondere l'astio per gli ebrei dietro
l'antisionismo. Quello della sinistra radicale è un movimento politico
diffuso, che dà vita a pregiudizi di tipo politico-religioso".
PDCI: DA FINI SPECULAZIONE POLITICA
"Nel
momento in cui tutti dovremmo piangere la morte di un ragazzo, unirci
al dolore della famiglia e chiedere la massima punizione per gli
assassini, assistiamo invece ad una serie di basse speculazioni
politiche. Tra queste la più grave è certo quella del Presidente della
Camera che assolve i picchiatori fascisti e si prepara a scatenare
nuove repressioni violente come quelle che egli comandò a Genova nel
2001". E' questa la reazione di Iacopo Venier del Pdci. "Siamo di
fronte all'evidente tentativo di depistaggio con cui la destra al
governo cerca di deviare l'attenzione delle sue evidenti collusioni con
gli ambienti neonazisti in cui è maturata la catena di aggressioni
culminata con la morte di Tommasoli. Criminalizzando la manifestazione
di Torino si tenta di rilanciare un clima di tensione che giustifichi
la repressione. E' un terribile gioco che conosciamo molto bene e noi
del PdCI lavoreremo perché nessuno cada in questa trappola". A Venier
fa eco un altro esponende del Pdci, Pino Sgobio. "Vista la sua cultura
politica, evidentemente Fini - afferma Sgobio - è in imbarazzo su
quanto avvenuto a Verona. Non ci sono parole al commento del neo
presidente della Camera. Ben altro dovrebbe essere il suo ruolo. Non ci
sono e non ci possono essere paragoni che reggono. Il negazionismo di
Fini, in questo caso, fa male alla cultura democratica del nostro
Paese".
E FINI RIPRECISA: MAI ASSOLTO NAZISKIN
"Non
capisco le polemiche e casomai bisognerebbe preoccuparsi di
dichiarazioni come queste". Il presidente della Camera, sempre
da 'Porta a porta', ribatte così alle polemiche dei Comunisti
italiani e della sinistra critica che lo accusano di assolvere "i
picchiatori naziskin" e di prepararsi così "a nuove repressioni
come quelle del G8 di Genova". "Vorrei capire: quando ho assolto i
naziskin? - ribatte Fini - Quando ho detto che ci accingiamo a
repressioni come quelle di Genova? Sono polemiche non so quanto
autorevoli, che dimostrano che quando non si hanno argomenti per
polemizzare si inventano". "I naziskin di Verona sono dei pazzi
criminali assassini - ribadisce Fini -: la violenza che c'é in alcune
frange della società nei confronti dello Stato di Israele è una
violenza di tipo politico ideologico, non perché i naziskin non
avessero una distorta ideologia nazista nella testa, ma i due fenomeni
non sono paragonabili tra di loro".