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» 2008-05-05 20:47
Fini: piu' gravi episodi di Torino, e scoppia polemica

ROMA - Gianfranco Fini da 'Porta a porta' condanna l'episodio di violenza che ha portato alla morte del giovane picchiato dai naziskin a Verona. Il presidente della Camera denuncia 'un malessere profondo, per una carenza di valori' e invita la politica a 'non rinunciare ad avere un ruolo pedagogico'. Nel ricordare che An ha annunciato 'tolleranza zero' contro la criminalita' degli immigrati ma anche in casi come questo, Fini ha definito pero' piu' gravi 'gli scontri anti-israeliani a Torino'. E scoppia la polemica.

CARENZA DI VALORI

"Si tratta di fenomeni -spiega Fini- diffusi non solo in Italia e non solo colorati da funeste ideologie e che dimostrano carenza di valori di riferimento. Parliamo di giovani privi di esempi, di volontà positiva, di ancoraggio, che spesso fanno riferimento al branco e nove volte su dieci sono dei vili, incapaci di affermare la propria personalità, spesso pieni di sostanze stupefacenti e alcol". "La società deve interrogarsi - aggiunge il presidente della Camera - sul ruolo della scuola, della famiglia, ma anche della tv e del cinema".

SINISTRA RADICALE? VIOLENZA CHE GIUSTIFICA CON ANTISIONISMO

Ma gli "scontri anti-israeliani di Torino e gli attacchi di naziskin a Verona" per Gianfranco Fini "non sono paragonabili". "Quel gruppo che si definisce neonazista va punito, ma quello che accade a Torino - afferma nel corso di 'Porta a porta' - è più grave. La sinistra radicale dà vita ad una violenza che giustifica con una politica anti-sionista. Non si può nascondere l'astio per gli ebrei dietro l'antisionismo. Quello della sinistra radicale è un movimento politico diffuso, che dà vita a pregiudizi di tipo politico-religioso".

PDCI: DA FINI SPECULAZIONE POLITICA

"Nel momento in cui tutti dovremmo piangere la morte di un ragazzo, unirci al dolore della famiglia e chiedere la massima punizione per gli assassini, assistiamo invece ad una serie di basse speculazioni politiche. Tra queste la più grave è certo quella del Presidente della Camera che assolve i picchiatori fascisti e si prepara a scatenare nuove repressioni violente come quelle che egli comandò a Genova nel 2001". E' questa la reazione di Iacopo Venier del Pdci. "Siamo di fronte all'evidente tentativo di depistaggio con cui la destra al governo cerca di deviare l'attenzione delle sue evidenti collusioni con gli ambienti neonazisti in cui è maturata la catena di aggressioni culminata con la morte di Tommasoli. Criminalizzando la manifestazione di Torino si tenta di rilanciare un clima di tensione che giustifichi la repressione. E' un terribile gioco che conosciamo molto bene e noi del PdCI lavoreremo perché nessuno cada in questa trappola". A Venier fa eco un altro esponende del Pdci, Pino Sgobio. "Vista la sua cultura politica, evidentemente Fini - afferma Sgobio - è in imbarazzo su quanto avvenuto a Verona. Non ci sono parole al commento del neo presidente della Camera. Ben altro dovrebbe essere il suo ruolo. Non ci sono e non ci possono essere paragoni che reggono. Il negazionismo di Fini, in questo caso, fa male alla cultura democratica del nostro Paese".

E FINI RIPRECISA: MAI ASSOLTO NAZISKIN

"Non capisco le polemiche e casomai bisognerebbe preoccuparsi di dichiarazioni come queste". Il presidente della Camera, sempre da 'Porta a porta', ribatte così alle polemiche dei Comunisti italiani e della sinistra critica che lo accusano di assolvere "i picchiatori naziskin" e di prepararsi così "a nuove repressioni come quelle del G8 di Genova". "Vorrei capire: quando ho assolto i naziskin? - ribatte Fini - Quando ho detto che ci accingiamo a repressioni come quelle di Genova? Sono polemiche non so quanto autorevoli, che dimostrano che quando non si hanno argomenti per polemizzare si inventano". "I naziskin di Verona sono dei pazzi criminali assassini - ribadisce Fini -: la violenza che c'é in alcune frange della società nei confronti dello Stato di Israele è una violenza di tipo politico ideologico, non perché i naziskin non avessero una distorta ideologia nazista nella testa, ma i due fenomeni non sono paragonabili tra di loro".

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