Ponte sullo Stretto: riparte progetto, prima pietra nel 2010
(di Paolo Rubino) ROMA
- La prima pietra a metà del 2010, con l'obiettivo ambizioso di
inaugurare il ponte sullo Stretto di Messina a inizio 2016: il nuovo
governo vuole mantenere la promessa fatta in campagna elettorale e, tra
le sue prime mosse, riavvia il progetto da 6 miliardi di euro. Il
ministro Altero Matteoli, che muove i primi passi alla guida del
ministero delle Infrastrutture e Trasporti, ha immediatamente riaperto
il dossier, ha studiato le carte, ed in tempi brevissimi ha scritto a
Pietro Ciucci, il presidente della società "Stretto di Messina"
incaricata di seguire il progetto. Matteoli è chiarissimo: premette che
per il governo il progetto è di "carattere prioritario" per indicare
che "é pertanto necessario porre in essere nei tempi più brevi tutte le
condizioni per la ripresa delle attività inerenti alla costruzione".
La
società Stretto di Messina, controllata dall'Anas con l'81,8%, e
partecipata anche da Rfi del gruppo Ferrovie e dalle Regioni Calabria e
Siciliana (dopo il riassetto di due anni fa, quando era in mano a
Fintecna), torna così a lavorare, lasciandosi alle spalle l'ipotesi di
scioglimento che era stata valutata sotto il precedente governo. Per
Pietro Ciucci, che indica i tempi ipotizzabili per la realizzazione del
ponte, inaugurare il ponte nel 2016 è "un obiettivo impegnativo ma
possibile". La lettera di Matteoli riavvia ufficialmente l'iter. E'
ancora valido il contratto con Impregilo, la capofila della cordata che
nel 2005 si è aggiudicata la gara per la realizzazione del ponte
battendo i concorrenti guidati da Astaldi) con una offerta da 3,88
miliardi. "I contratti stipulati sono tutti validi", conferma Ciucci:
"Sarà necessario un aggiornamento della convenzione che lega la società
Stretto di Messina con il concedente, il ministero delle
Infrastrutture". Occasione per "affinare il timing e aggiustare il
piano di copertura economico finanziario", ed "il prossimo anno dare
l'ordine di inizio attività al contraente generale Impregilo".
Viene
così dissepolto il progetto considerato inserito tra le grandi opere
della Legge Obiettivo dal precedente governo Berlusconi, poi congelato
dal governo Prodi che nell'assegnazione delle risorse disponibili aveva
preferito dare priorità ad altre opere, ed oggi rilanciato dal ritorno
di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Un altro segnale delle
determinazione del nuovo governo potrebbe arrivare, nei prossimi
giorni, con una specifica "delega al ponte" ad un sottosegretario alle
Infrastrutture: un incarico che dovrebbe andare a Giuseppe Reina,
esponente del Movimento per l'Autonomia che ha improntato la campagna
elettorale anche su questa promessa. Reina ha voluto, oggi, sgomberare
il campo dall'ipotesi che ci potesse essere un problema nel reperimento
di risorse. Ed in particolare, come riportato da indiscrezioni di
stampa, che il dirottamento di risorse verso altri impieghi, come il
taglio dell'Ici, potesse pregiudicare l'obiettivo di garantire tempi
rapidi. "Le risorse di cui si parla - ha detto il sottosegretario - non
potrebbero materialmente essere utilizzate ai fini della realizzazione
sia del Ponte sia di altre opere infrastrutturali per le quali il
pregresso governo ne aveva ipotizzato l'utilizzo. Le risorse che, al
contrario, servono per la realizzazione del Ponte e quelle che
occorreranno per le altre infrastrutture saranno trovate
necessariamente e introdotte nella programmazione economica di questo
governo".