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» 2008-08-05 17:51
FRATTINI: 'NESSUNO PUO' POLITICIZZARE OLIMPIADI'
PECHINO - "E' chiaro che le Olimpiadi sono una grande festa dello sport che nessuno può, vuole e deve politicizzare. Non vuole farlo il governo che rispetta le regole del Cio che stabilisce che cosa debbono o non debbono fare gli atleti". Così il ministro degli Esteri Franco Frattini interviene sulla polemica apertasi nella maggioranza dopo che alcuni esponenti del Pdl avevano proposto agli atleti italiani di disertare la cerimonia di apertura a Pechino. "E' necessario rispettare lo sport - ha evidenziato Frattini che ha incontrato i giornalisti a Montecitorio - nessuno può né vuole stabilire che cosa devono fare gli atleti, cosa che spetta al Coni e al Ciò". Il ministro degli Esteri evidenzia che il governo vuole che "le Olimpiadi siano piene di medaglie per i nostri atleti e non che siano politicizzate", aggiungendo che "il tema dei diritti umani è grande, si affronta ogni giorno e non nelle tre settimane dei giochi olimpici". Quanto all'impegno del governo sui diritti umani, Frattini sottolinea: "Noi lo facciano sempre, lo abbiamo fatto negli incontri politici, lo facciamo e continueremo a farlo dopo le Olimpiadi ma i giochi sono il momento dello sport, in cui gli atleti cercano di vincere e noi, io ed il sottosegretario allo Sport, andremo a Pechino a fare il tifo per loro".

CIO: DEPLORIAMO INVITI A DISERTARE CERIMONIA
"Deploriamo ogni invito rivolto agli atleti affinché non prendano parte all'inaugurazione dei Giochi olimpici". Il Cio risponde così, attraverso la sua portavoce, Emmanuelle Moreau, all'invito rivolto agli atleti azzurri dal ministro Giorgia Meloni e dal presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, a non partecipare alla sfilata di apertura.

MELONI: NON C'E' NESSUNO SCONTRO ALL'INTERNO DEL GOVERNO
 ''Non c'é nessuno scontro all'interno del governo". Così il ministro per la Gioventù, Giorgia Meloni, conversando con i giornalisti a Montecitorio, dopo le polemiche nate dal suo invito agli atleti olimpici a compiere gesti simbolici, "anche disertare l'inaugurazione". "Il timore più grande che tutti dobbiamo avere - dice Meloni - è che cali il sipario senza che si sia adeguatamente posto il tema dei diritti umani e civili". I giochi sono stati fatti in Cina, ha ricordato il ministro, anche nella speranza che in cambio dell'attenzione mediatica il governo di Pechino andasse avanti sul tema dei diritti umani così come fatto per l'economia. "Il presidente Berlusconi ha scelto di non partecipare e mi sembra un segnale positivo - ha detto Meloni - poi mi sarebbe piaciuta una decisione comune da parte dell'Unione europea, che é mancata. Ciò non toglie che non si possa, anche essendoci, porre dei problemi". "Penso che ciascuno di noi in patria e a Pechino - ha ribadito Meloni - possa fare un qualunque gesto, da indossare qualcosa di simbolico a ricordare certi valori quando intervistati. Non partecipare alla cerimonia inaugurale è uno degli strumenti. Bisogna ricordare che si rappresenta l'Italia che ha certi valori. Non è un gesto che chiedo solo agli atleti, ma a tutti i tifosi".

LE POLEMICHE
''Il gesto dell'atleta tedesca Imke Duplitzer, che ha annunciato di non prendere parte alla cerimonia inaugurale dei giochi per protesta contro il mancato rispetto dei diritti umani in Cina, sia da stimolo per tutti gli atleti, compresi quelli italiani'', dice Gasparri e subito scoppiano le polemiche. "Certi politici, anche se sono vicini alle mie idee, sono incompetenti: non capiscono certe cose al di fuori del loro mondo", dice il peso massimo campione del mondo di pugilato Clemente Russo. "Non vedo perché disertare la cerimonia di apertura, allora tanto valeva boicottare i Giochi. E poi alla ministro Meloni chiedo, ma lei diserterebbe l'occasione della vita?"."I politici devono fare i politici, e io sono qui per fare sport - ha detto ancora Russo commentando le parole del ministro Meloni - quindi non ci penso proprio a disertare la cerimonia d'apertura dei Giochi. Tra l'altro storicamente per i Giochi si sospendono le guerre. Persino nel pugilato, che viene erroneamente considerato sport violento, c'é una fratellanza difficile da riscontrare in altri settori... ". "E poi - ha aggiunto l'azzurro - come posso dare giudizi sulla Cina se non la conosco? E' la prima volta che vengo a Pechino, ma quando non mi alleno sto sempre dentro il villaggio atleti, quindi non ho visto niente". "Voglio sfilare per l'Italia e per la mia Campania - dice ancora il campione del mondo dei pesi massimi dilettanti - per dare un segnale anche dopo quel pezzo su di me che ha fatto sull'Espresso lo scrittore Roberto Saviano. Mi ha attribuito frasi che in realtà non gli ho detto, ma l'articolo era bellissimo lo stesso".

"Appoggio, al pari di tutto il mondo civile, la richiesta alla Cina di una politica che sia garante dei diritti umani, in maniera molto maggiore rispetto a quello che è accaduto fino ad oggi". Così il presidente della Camera Gianfranco Fini ha commentato la richiesta di Meloni e Gasparri. "Considero le Olimpiadi - ha aggiunto - una festa di fratellanza tra i popoli e l'esperienza dimostra che, ogni qualvolta si sia dato corso al boicottaggio dei Giochi olimpici non si è raggiunto l'obiettivo che ci si prefiggeva". "Non credo - ha concluso Fini - che i nostri atleti abbiamo necessità di inviti particolari perché sanno perfettamente qual è il dovere morale cui adempiono nel momento in cui gareggiano, e credo che non mancherà loro le modalità che riterranno più opportune per esprimere piena adesione alla necessità di un rispetto autentico dei diritti delle persone".



DA BUSH A SARKOZY, ATTESO L'ARRIVO DEI POTENTI TERRA

Conto alla rovescia, in una Pechino sempre più blindata e spaventata dalle eco terroristiche che arrivano dalle province islamiche, per l'arrivo dei 'potenti' della terra che presenzieranno alla cerimonia di apertura dei Giochi. Opportunità politiche, diplomatiche ed economiche, alla fine hanno però avuto la meglio sul politically correct. E, al di là delle defezioni illustri del primo ministro inglese Gordon Brown (che ci sarà però per la chiusura) e del cancelliere tedesco Angela Merker, tutte le principali potenze del mondo saranno rappresentate ai massimi livelli. In tribuna, accanto al presidente cinese Hu Juntao e al primo ministro Wen Jiabao, siederanno infatti il presidente degli Stati Uniti George W.Bush, il presidente francese e attuale presidente Ue Nicolas Sarkozy, il primo ministro giapponese Yasuo Fukuda, il principe ereditario di Spagna Felipe accompagnato dalla moglie e dal ministro degli Esteri di Madrid Miguel Angel Moratinos.

Rappresentanza ai massimi livelli anche per l'Italia: dopo la defezione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha rinunciato di fronte ad un lungo viaggio particolarmente faticoso date le condizioni climatiche della capitale cinese, a rappresentare il nostro Paese sarà infatti il titolare della Farnesina Franco Frattini. In un clima improntato alla massima sicurezza, con il Comitato Organizzatore dei Giochi che ha annunciato che comunicherà le presenze vip solo alla fine della cerimonia, dal Bocog assicurano che sarà particolarmente numerosa la presenza di capi di Stato e di Governo africani e provenienti dal mondo arabo. La previsione della municipalità di Pechino è di un flusso, verso lo stadio 'Nido d'uccellò dove si svolgerà la serata di spettacolo che aprirà ufficialmente i Giochi, è di 160.000 presenze.

Per gestire una tale massa di persone e per garantire allo stesso tempo la massima sicurezza a personalità politiche, teste coronate e vip, le autorità cinesi hanno predisposto un piano che prevede un vero e proprio blocco dell'area olimpica. Un piano che prevede, oltre a mezzi di trasporto e vie di transito esclusive per atleti, ospiti e artisti, l'attivazione già dalle prime ore del mattino delle squadre dello staff e dei volontari. Tutta la zona sarà transennata e chiusa al traffico a partire delle 16.00, ora in cui è previsto inizi l'afflusso massimo di persone verso lo stadio.
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