PECHINO
- "E' chiaro che le Olimpiadi sono una grande festa dello sport che
nessuno può, vuole e deve politicizzare. Non vuole farlo il governo che
rispetta le regole del Cio che stabilisce che cosa debbono o non
debbono fare gli atleti". Così il ministro degli Esteri Franco Frattini
interviene sulla polemica apertasi nella maggioranza dopo che alcuni
esponenti del Pdl avevano proposto agli atleti italiani di disertare la
cerimonia di apertura a Pechino. "E' necessario rispettare lo sport -
ha evidenziato Frattini che ha incontrato i giornalisti a Montecitorio
- nessuno può né vuole stabilire che cosa devono fare gli atleti, cosa
che spetta al Coni e al Ciò". Il ministro degli Esteri evidenzia che il
governo vuole che "le Olimpiadi siano piene di medaglie per i nostri
atleti e non che siano politicizzate", aggiungendo che "il tema dei
diritti umani è grande, si affronta ogni giorno e non nelle tre
settimane dei giochi olimpici". Quanto all'impegno del governo sui
diritti umani, Frattini sottolinea: "Noi lo facciano sempre, lo abbiamo
fatto negli incontri politici, lo facciamo e continueremo a farlo dopo
le Olimpiadi ma i giochi sono il momento dello sport, in cui gli atleti
cercano di vincere e noi, io ed il sottosegretario allo Sport, andremo
a Pechino a fare il tifo per loro".
CIO: DEPLORIAMO INVITI A DISERTARE CERIMONIA "Deploriamo
ogni invito rivolto agli atleti affinché non prendano parte
all'inaugurazione dei Giochi olimpici". Il Cio risponde così,
attraverso la sua portavoce, Emmanuelle Moreau, all'invito rivolto agli
atleti azzurri dal ministro Giorgia Meloni e dal presidente dei
senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, a non partecipare alla sfilata di
apertura.
MELONI: NON C'E' NESSUNO SCONTRO ALL'INTERNO DEL GOVERNO ''Non
c'é nessuno scontro all'interno del governo". Così il ministro per la
Gioventù, Giorgia Meloni, conversando con i giornalisti a Montecitorio,
dopo le polemiche nate dal suo invito agli atleti olimpici a compiere
gesti simbolici, "anche disertare l'inaugurazione". "Il timore più
grande che tutti dobbiamo avere - dice Meloni - è che cali il sipario
senza che si sia adeguatamente posto il tema dei diritti umani e
civili". I giochi sono stati fatti in Cina, ha ricordato il ministro,
anche nella speranza che in cambio dell'attenzione mediatica il governo
di Pechino andasse avanti sul tema dei diritti umani così come fatto
per l'economia. "Il presidente Berlusconi ha scelto di non partecipare
e mi sembra un segnale positivo - ha detto Meloni - poi mi sarebbe
piaciuta una decisione comune da parte dell'Unione europea, che é
mancata. Ciò non toglie che non si possa, anche essendoci, porre dei
problemi". "Penso che ciascuno di noi in patria e a Pechino - ha
ribadito Meloni - possa fare un qualunque gesto, da indossare qualcosa
di simbolico a ricordare certi valori quando intervistati. Non
partecipare alla cerimonia inaugurale è uno degli strumenti. Bisogna
ricordare che si rappresenta l'Italia che ha certi valori. Non è un
gesto che chiedo solo agli atleti, ma a tutti i tifosi".
LE POLEMICHE ''Il
gesto dell'atleta tedesca Imke Duplitzer, che ha annunciato di non
prendere parte alla cerimonia inaugurale dei giochi per protesta contro
il mancato rispetto dei diritti umani in Cina, sia da stimolo per tutti
gli atleti, compresi quelli italiani'', dice Gasparri e subito
scoppiano le polemiche. "Certi politici, anche se sono vicini alle mie
idee, sono incompetenti: non capiscono certe cose al di fuori del loro
mondo", dice il peso massimo campione del mondo di pugilato Clemente
Russo. "Non vedo perché disertare la cerimonia di apertura, allora
tanto valeva boicottare i Giochi. E poi alla ministro Meloni chiedo, ma
lei diserterebbe l'occasione della vita?"."I politici devono fare i
politici, e io sono qui per fare sport - ha detto ancora Russo
commentando le parole del ministro Meloni - quindi non ci penso proprio
a disertare la cerimonia d'apertura dei Giochi. Tra l'altro
storicamente per i Giochi si sospendono le guerre. Persino nel
pugilato, che viene erroneamente considerato sport violento, c'é una
fratellanza difficile da riscontrare in altri settori... ". "E poi - ha
aggiunto l'azzurro - come posso dare giudizi sulla Cina se non la
conosco? E' la prima volta che vengo a Pechino, ma quando non mi alleno
sto sempre dentro il villaggio atleti, quindi non ho visto niente".
"Voglio sfilare per l'Italia e per la mia Campania - dice ancora il
campione del mondo dei pesi massimi dilettanti - per dare un segnale
anche dopo quel pezzo su di me che ha fatto sull'Espresso lo scrittore
Roberto Saviano. Mi ha attribuito frasi che in realtà non gli ho detto,
ma l'articolo era bellissimo lo stesso".
"Appoggio, al pari di
tutto il mondo civile, la richiesta alla Cina di una politica che sia
garante dei diritti umani, in maniera molto maggiore rispetto a quello
che è accaduto fino ad oggi". Così il presidente della Camera
Gianfranco Fini ha commentato la richiesta di Meloni e Gasparri.
"Considero le Olimpiadi - ha aggiunto - una festa di fratellanza tra i
popoli e l'esperienza dimostra che, ogni qualvolta si sia dato corso al
boicottaggio dei Giochi olimpici non si è raggiunto l'obiettivo che ci
si prefiggeva". "Non credo - ha concluso Fini - che i nostri atleti
abbiamo necessità di inviti particolari perché sanno perfettamente qual
è il dovere morale cui adempiono nel momento in cui gareggiano, e credo
che non mancherà loro le modalità che riterranno più opportune per
esprimere piena adesione alla necessità di un rispetto autentico dei
diritti delle persone". DA BUSH A SARKOZY, ATTESO L'ARRIVO DEI POTENTI TERRA Conto
alla rovescia, in una Pechino sempre più blindata e spaventata dalle
eco terroristiche che arrivano dalle province islamiche, per l'arrivo
dei 'potenti' della terra che presenzieranno alla cerimonia di apertura
dei Giochi. Opportunità politiche, diplomatiche ed economiche, alla
fine hanno però avuto la meglio sul politically correct. E, al di là
delle defezioni illustri del primo ministro inglese Gordon Brown (che
ci sarà però per la chiusura) e del cancelliere tedesco Angela Merker,
tutte le principali potenze del mondo saranno rappresentate ai massimi
livelli. In tribuna, accanto al presidente cinese Hu Juntao e al primo
ministro Wen Jiabao, siederanno infatti il presidente degli Stati Uniti
George W.Bush, il presidente francese e attuale presidente Ue Nicolas
Sarkozy, il primo ministro giapponese Yasuo Fukuda, il principe
ereditario di Spagna Felipe accompagnato dalla moglie e dal ministro
degli Esteri di Madrid Miguel Angel Moratinos.
Rappresentanza
ai massimi livelli anche per l'Italia: dopo la defezione del presidente
del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha rinunciato di fronte ad un
lungo viaggio particolarmente faticoso date le condizioni climatiche
della capitale cinese, a rappresentare il nostro Paese sarà infatti il
titolare della Farnesina Franco Frattini. In un clima improntato alla
massima sicurezza, con il Comitato Organizzatore dei Giochi che ha
annunciato che comunicherà le presenze vip solo alla fine della
cerimonia, dal Bocog assicurano che sarà particolarmente numerosa la
presenza di capi di Stato e di Governo africani e provenienti dal mondo
arabo. La previsione della municipalità di Pechino è di un flusso,
verso lo stadio 'Nido d'uccellò dove si svolgerà la serata di
spettacolo che aprirà ufficialmente i Giochi, è di 160.000 presenze.
Per
gestire una tale massa di persone e per garantire allo stesso tempo la
massima sicurezza a personalità politiche, teste coronate e vip, le
autorità cinesi hanno predisposto un piano che prevede un vero e
proprio blocco dell'area olimpica. Un piano che prevede, oltre a mezzi
di trasporto e vie di transito esclusive per atleti, ospiti e artisti,
l'attivazione già dalle prime ore del mattino delle squadre dello staff
e dei volontari. Tutta la zona sarà transennata e chiusa al traffico a
partire delle 16.00, ora in cui è previsto inizi l'afflusso massimo di
persone verso lo stadio.