Una proposta per migliorare la poltica cittadina

Il nuovo "anno politico" cittadino è dunque stato inaugurato dalla Festa di se stessi imposta dal partito di maggioranza relativa alla città: un modo del tutto nuovo di affrontare l'agone politico che evidentemente non potrà non lasciare conseguenze, il livello delle quali potrà però solo essere giudicato col tempo. Fino a questo evento, Pesaro ha sempre avuto il pregio di mantenere la discussione politica fra le righe, senza inutili e dannose provocazioni: l'arroganza con cui il partito di maggioranza relativa ha voluto "mostrare i muscoli" autoassegnandosi per due settimane il centro storico ha rotto questa lodevole consuetudine. Da quando seguo la vita politica cittadina, questo è senz'altro il suo punto più basso. La discussione politica si è poi già giustamente spostata sulle elezioni amministrative del 2009. Avendo piena fiducia nei vertici del mio partito, non intervengo in merito; non ritengo che però il problema prioritario sia quello del nome del candidato. E' sicuramente un passo importante ma credo sia illusorio partire da esso per lanciare la sfida all'amministrazione uscente.   Volevo invece avanzare una proposta ai partiti della Casa delle Libertà ed eventuali alleati. Come già accade nei paesi anglosassoni a livello nazionale col "governo ombra", anche da noi si potrebbe pensare ad una giunta ombra, ovvero non solo decidere tutti insieme il nome migliore da proporre ai cittadini come Sindaco per dare finalmente a Pesaro una guida che affronti i veri problemi della città, ma dare loro in blocco anche i nomi degli assessori, in nome della trasparenza e per evitare illazioni e litigi, antipatica abitudine italiana prima e dopo le consultazioni. Un tal approccio richiederebbe uno sforzo maggiore delle segreterie dei partiti in questa fase, ma ritengo che la realizzazione di questa proposta sarebbe una novità nel nostro ambiente che porterebbe sicuri benefici, dimostrando, se ce ne fosse bisogno, che la politica è soprattutto concretezza. Quindi decidere presto chi ricoprirebbe il ruolo di sindaco, ma anche di vicesindaco, assessore ai lavori pubblici, cultura etc in  modo tale che sin da ora questi formino un loro gruppo di lavoro e che quindi diano inizio ad un grande "cantiere" di due anni fino alle prossime elezioni amministrative: in tal modo, consapevoli che in questa difficile sfida ci sia bisogno di tutti, nessuno rimarrebbe tagliato fuori perchè sarebbe doveroso che l'assessore in pectore si circondi, in modo "ufficiale", di persone che lo aiutino nella elaborazione del programma e nelle battaglie politiche del suo settore. Si potrebbero quindi formare dei gruppi tematici che vedano il lavoro da svolgersi da qui a due anni come una reale preparazione al governo della città nei moltelici temi che una Amministrazione deve affrontare. Le elezioni diventeranno così la naturale conclusione di un percorso comune dove, avendo avuto ognuno il suo giusto spazio ed avendo dimostrato coi fatti di sapere lavorare assieme, non si potranno che vedere enormi vantaggi, che si riverseranno direttamente sulla cittadinanza in caso di vittoria, eliminando quei problemi di "adattamento" tipici di un cambio di gestione politica. Concludo sollevando le mie perplessità sull'abolizone dei consigli di circoscrizione. A Pesaro fra il 1999 ed il 2004 hanno funzionato, perchè i consigli erano consapevoli di essere espressione del territorio più vicina ai problemi "quotidiani" di quello comunale: molti cittadini si rivolgevano ai consigli di circoscrizione per i problemi di tutti i giorni ed i consigli erano spesso in grado di intervenire per questi "piccoli", ma frequenti, poroblemi, facendo da tramite una volta con le altre amministrazione, un'altra con enti diversi. Poi è stata deliberato un pessimo regolamento elettorale che, introducendo il premio di maggioranza, ha di fatto "partitocratizzato" i consigli di circoscrizione, senza alcun bisogno reale, visto che l'amministrrazione precedente aveva dimostrato stabilità anche nei consigli ove la maggioranza aveva uno scarto minimo. Ovviamente, i risultati di questa novità sono sotto gli occhi di tutti. Credo quindi che tale abolizione sia un ulteriore danno della politica ai cittadini, che così vedranno abolito l'organo che più si avvicina alla democrazia diretta. Se è vero che c'è un problema reale di costi della politica, è vero anche che la via più facile non è sempre la migliore.

19.09.07