
Roma,
3 mag (Velino) - Pochi scritti rivelano la natura consapevolmente e
sfacciatamente menzognera e mistificatrice del famoso magistero
ideologico e culturale che fu esercitato da Togliatti, dal giorno del
suo ritorno in Italia dall’Urss (1944) a quello della sua morte (1964),
come il lungo articolo con cui, sulle pagine di
Rinascita (novembre-dicembre 1950), egli stroncò “
1984”,
il famoso romanzo di Orwell, quando nella mondadoriana Medusa ne uscì
la traduzione italiana. La cifra “critica” di quel testo è il sarcasmo
insieme grossolano e infame con cui Togliatti pretese di dileggiare
quel libro definendo volgari invenzioni di Orwell quelle che in effetti
erano le procedure reali, già allora abbastanza note, del regime
staliniano: persecuzioni, torture, purghe giudiziarie, massacri,
delusioni ecc. Un vertice di sinistra comicità, in questo piccolo
capolavoro di ipocrisia, è il tono beffardo con cui la tragedia del
gulag (sulla quale Togliatti, essendo vissuto a Mosca durante gli anni
dell’esilio, era naturalmente informatissimo) vi viene citata come una
panzana escogitata dalla propaganda reazionaria. Ecco tre passi di
quell’articolo infame.
“Nel ‘partito’ vi sono continue epurazioni, persecuzioni,
soppressioni; si sopprimono, anzi, tutti coloro che hanno contribuito a
fare la rivoluzione, e se ne ricordano, e regna il terrore da vanti ai
dirigenti (…) Nel ‘partito’ si insegna a commettere, per il ‘partito’,
le azioni più stolte, a mentire, a negare l’evidenza dei fatti, e così
via (…) Il capo del partito, infine, ha i baffi neri (…) C’è tutto,
come si vede; ci sono, principalmente, tutte le bassezze e le volgarità
che l’anticomunismo vorrebbe far entrare nella convinzione degli
uomini. Mancano solo, ci pare, i campi di concentramento, perché per
sua sventura l’autore è scomparso prima che questa campagna venisse
lanciata…”.
“Ma il potere della casta che governa questo mondo mostruoso su che
cosa si regge, in sostanza? Perché ubbidisce al gruppo più elevato la
gerarchia intermedia? Che cosa tiene insieme questo partito di
sciagurati e di cretini? Quale forza e quale metodo consente a chi sta
in alto di ridurre chi sta in basso alla condizione che abbiamo veduto?
(…) Il mezzo che egli conosce è uno solo: le botte, il calcio negli
stinchi, la mazzata nel gomito, la tortura con la corrente elettrica, e
poi lo spionaggio, s’intende, ch’è sempre il cavallo di battaglia (…)
Doveva avere davvero una grande esperienza di bastonature e di torture
questo poliziotto coloniale per giungere a porre la fiducia nelle
torture e nelle bastonature più in alto che la fiducia nella ragione
umana (…) Questa è la sola parola che seriamente e alla fine esce dal
suo libro. Bisogna picchiare gli uomini per espellere dal cuore e dalla
mente loro la passione per la libertà, la giustizia, l’eguaglianza: la
passione per la generosa utopia”.
“Il potere, poi, per essere mantenuto, richiede la organizzazione
gerarchica di un ceto dirigente, ed in questa organizzazione gerarchica
quegli uomini che ne fanno parte perdono ogni personalità, libertà,
dignità, sono sottomessi alla volontà tirannica di un capo, o di un
gruppo di capi supremi, che li riducono a essere semplici strumenti
passivi e inconsapevoli di ogni abiezione. Al di sotto della gerarchia,
la grande maggioranza degli uomini vive nell’abbrutimento e nella
miseria (…) Il tutto, come si vede, è primitivo, infantile, logicamente
non giustificato…”.