Sul "Partito delle libertà" Dopo le esternazioni di Berlusconi, sto decidendo se lasciare o meno il Circolo che ho contribuito a fondare e di cui sono a tutt'oggi vice-Presidente. E' chiaro che un sondaggio come il seguente potrebbe fare riflettere; alla domanda se ora avrebbe cambiato voto per votare il nuovo soggetto, gli elettori del centro destra hanno risposto::
A.N. perderebbe metà del suo elettorato a favore del nuovo soggetto, che poi, comunque, da quello che dice lo stesso Berlusconi non sarebbe tanto buono, essendo lui in primis, questa settimana, ad aver fatto confusione fra F.I. e Circoli della Libertà. Peraltro un altro sondaggio sullo stesso argomento rivelava: |
| Domanda : Lei ci ha dichiarato di essere un elettore di Alleanza Nazionale. Dopo l'annuncio dell'avvento del Partito del popolo italiano della libertà di Silvio Berlusconi, Lei..... |
| Risposta: ...ha deciso di cambiare e votare PPL - 22,0% ...continuerà a votare AN - 70,0% ...è indeciso - 8,0% |
E' evidente quindi che i numeri, almeno in questa fase, sono molto aleatori (potete trovare questi ed altri sondaggi su www.sondaggipoliticoelettorali.it) e che non possono essere un criterio, come qualcuno fa, per dire che la scelta di "forzare" l'unità del Centro-Destra rispetto a quella di seguire percorsi più condivisi sia più giusta. E' anche vero, peraltro, che essendo esponente di un partito di Destra in una città di sinistra, evidentemente non mi sono mai particolarmente preoccupato di essere nel partito di maggioranza. Aspiro ad esserlo, ma senza concessioni. E di fatto il "Partito delle Libertà" è un partito senza contenuti culturali, storici e politici. I Circoli della Libertà, così come erano nati, avevano il senso di creare più unità a livello locale nella Cdl e fornire magari quelle "attrezzature parapolitiche" che spesso ci mancavano, in particolar modo nelle zone ad egemonia rossa. Ma ora qual è la funzione del Pdl se gran parte della Cdl non vi aderisce? Qualcuno potrebbe dire che sia un semplice cambiamento di nome, un restyling, di un partito della coalizione. Con l'effetto, non indifferente, di far guadagnare al centrosinistra rispetto al centrodestra; che, quando si fosse andato a votare, avrebbe vinto altrimenti a man bassa... Per poi non parlare della proposta assurda del proporzionale puro, che ci farebbe ricadere nell'Italia dei film di Fantozzi... La morte della politica, senz'altro... Inutile poi aggiungere vincoli di coalizione od altre astruserie: pur nella unicità italiana, ci sarà un perchè se nei paesi democratici funzionano da secoli quei tre-quattro sistemi elettorali... Scegliamone uno, modelliamo la forma di governo coerentemente con questa scelta e non se ne parli più. Invece ho come l'impressione che fra dieci anni dovremo ancora disquisire su queste considerazioni. Insomma, un gran pasticcio... Spero solo che qualcuno ritrovi la bussola...e magari chieda anche scusa a chi ha creduto in un suo progetto e che poi ha usato per scopi sicuramente da lui non condivisi. 25.11.07 |