I GIOVANI, L'IDENTITA' ED IL BISOGNO DI UNA NUOVA ITALIA

L’Italia si appresta a vivere una campagna elettorale diversa, nella quale, per la prima volta, spariranno o saranno ridotti al lumicino tutti i tradizionali simboli partitici del dopoguerra italiano. Anche la destra di Alleanza Nazionale uscirà dalla routine e dalla configurazione di un partito sostanzialmente statico per entrare in una formazione imponente di centrodestra, con nuove dinamiche interne ed una classe dirigente da costruire, in grado di aggregare nuove forze sociali.

Dunque, il Popolo delle Libertà rappresenta un’opportunità per la giovane destra nazionale ed una sfida entusiasmante di rinnovamento di cui non si può avere timore, per l’eccezionale bagaglio di valori, idee e capacità d’azione sinora posseduti e mostrati dalla migliore gioventù italiana.

Come sempre, sono i giovani quelli che devono dimostrare che esiste più forza nel senso dell’identità, nei valori e nelle idee piuttosto che nei simboli, che comunque restano parte integrante della propria storia e del proprio DNA individuale e comunitario. E nel nuovo contesto del Popolo delle Libertà le strutture giovanili ed universitarie sono oggi e saranno domani dotate di autonomia organizzativa e decisionale rispetto al partito per essere avanguardia di pensiero ed azione.

L’esperienza del PdL potrà sembrare un salto nel vuoto, ma al contrario – se vissuta con la giusta grinta - dimostrerà certamente una più ampia possibilità di dialogo con tutti quei giovani che non si riconoscono idealmente nel modo di vivere dossettiano, socialista, comunista ed anarchico, certificando, per la stessa giovane destra, la fine di un modo di vivere la politica che è talvolta auto-ghettizante. E, al contempo, probabilmente per timore e per cercare di accaparrarsi consensi, da sinistra definiscono il PdL come un contenitore di politico di “destra” (soprattutto per la mancata confluenza di alcuni partiti democristiani) mentre dall’estrema destra come un movimento di “centro”: la nuova formazione sarà più semplicemente una novità nel panorama nostrano per produrre – in antagonismo al neonato Partito Democratico veltroniano - un ammodernamento del sistema Italia ed una nuova egemonia culturale opposta a quella socialdemocratica dominante.

Oggi, più che mai, il nostro Paese ha bisogno di un cambiamento di rotta e di investire in modo mirato per sostenere la famiglia con un nuovo piano di edilizia popolare, l’abbattimento dei mutui bancari, la costruzione di nuovi asili nidi e la distribuzione pubblica di beni di prima necessità e di bonus economici per favorire le nascite; per abolire l’ICI sulla prima casa e l’IRAP sul costo del lavoro, ridurre la pressione fiscale sulle famiglie e detassare gli straordinari; per combattere la micro-criminalità diffusa sul territorio, ridestinando risorse economiche alla pubblica sicurezza che sono state tolte da Prodi & Co.; per garantire la certezza della pena; per rafforzare il contrasto dell’immigrazione clandestina e contrastare l’abusivismo dei nomadi, favorendo al contempo l’integrazione degli immigrati regolari; per migliorare la rete infrastrutturale stradale e ferroviaria; per sviluppare una nuova politica energetica per abbattere gli enormi costi che gravano sullo Stato e sui cittadini; per semplificare la burocrazia e svecchiarne l’apparato; per liberalizzare la gestione dei servizi pubblici e tagliare gli sprechi; per favorire le nuove iniziative imprenditoriali e professionali con nuove formule di finanziamento e un periodo di avvio “no tax”; per sostenere il “made in Italy” arginare con dazi la concorrenza asimmetrica di una Cina senza regole sociali ed ambientali; per investire concretamente sul turismo; per agevolare le nuove filiere alimentari e commerciali per abbattere il costo dei prodotti acquistati sul mercato dai consumatori finali; per riformare i sistemi scolastico ed universitario che stanno producendo giovani con un livello di competenze inferiore alla media europea, danneggiando la competitività italiana.

Per fare tutto ciò occorre un cambio di passo, un cambio di mentalità nel Paese. Il PdL rappresenta un’importante novità e l’unico “strumento” politico per poter provare a cambiare realmente l’Italia. Dopo le elezioni, verranno le discussioni ed i congressi, per un confronto sulle linee programmatiche per l’attuazione degli obiettivi e per accrescere la partecipazione popolare e l’adesione al nuovo progetto politico. Non dimentichiamo mai, che il domani appartiene a noi.

di Gian Luca Bianchi - Dirigente Nazionale di AG

02.03.08