RAGIONARE E RIPARTIRE

di Gianfranco Fini

Con le elezioni regionali e la nascita del nuovo governo la situazione politica ha subito una rapida accelerazione. Anche nel centrodestra, come dimostra l’ipotesi di un nuovo soggetto politico unitario lanciata da Berlusconi, si prospettano tempi decisivi, con certezze e incognite presenti in ugual misura.


Alleanza nazionale deve farsi trovare pronta e vivere attivamente la fase che si è aperta. Pronta non solo all’appuntamento elettorale del 2006, che la Cdl può ancora vincere, ma pronta anche ad essere protagonista del dibattito e delle eventuali decisioni circa il futuro del bipolarismo italiano.
Abbiamo il dovere di farlo perché ne abbiamo titolo più di altri, non fosse altro perché An è nata insieme al bipolarismo e lo ha convintamene sostenuto anche nella sfortunata battaglia referendaria per il maggioritario integrale.
La destra italiana ha dato prova di dare il meglio di sé nei momenti importanti e difficili. Coraggio delle scelte e idee chiare non ci sono mai mancati, fin da Fiuggi.
È la ragione per la quale sono convinto che tutto il partito sia consapevole che è il momento di compiere un salto di qualità nella sua capacità di elaborazione e di iniziativa politica.
Non ha senso stare alla finestra, ripiegati su noi stessi, né abbiamo tempo da perdere.
Personalmente sono deciso a garantire un impegno maggiore nella guida del partito, Alleanza nazionale deve serrare le fila, superare quella logica interna delle correnti organizzate che ha fatto il suo tempo, coinvolgere tutta la sua comunità politica in un grande dibattito sulle prospettive della destra e del sistema politico italiano.
La classe dirigente del partito ne ha la capacità, a partire dagli attuali tre vicepresidenti cui confermo la mia piena fiducia. A loro e a tutta la nostra struttura, di vertice e periferica, chiedo di aiutarmi lealmente per dar vita ad un grande rilancio politico e organizzativo di Alleanza nazionale.
Intendo agire subito e costituire un ristretto ufficio di Presidenza che, fuori da ogni logica correntizia, elabori le linee guida della nostra futura azione politica. A partire da ciò che è più importante e urgente: cosa dobbiamo fare per andare oltre l’attuale configurazione della Cdl, su quali valori e programmi dobbiamo insistere per aggregare la maggioranza degli italiani, con quali strutture, anche organizzative,
pensiamo di costruire un bipolarismo più maturo ed efficace per la democrazia italiana.
Un compito impegnativo, che la classe dirigente non dovrà calare dall’alto, bensì sottoporre all’attenzione dei nostri circoli, delle altre forze politiche, dei ceti economici e sociali che non vogliono un futuro governo Prodi e ci chiedono di interpretare le loro esigenze. Insieme all’indispensabile momento di elaborazione del progetto politico, la classe dirigente di An dovrà dar vita ad una altrettanto necessaria ristrutturazione organizzativa, specie in periferia. Equilibri correntizi paralizzanti dovranno essere archiviati, occorrerà riaprire anche fisicamente le nostre sedi a più fresche energie, ogni iscritto dovrà sentirsi partecipe delle scelte del partito.
Anche in questo delicato compito intendo riassumere l’onere delle decisioni, confortato dalla collaborazione della classe dirigente, a prescindere da ogni precedente collocazione nella nostra geografia interna. Il momento è delicato, chiedo a tutti i nostri iscritti un impegno sincero.
È il momento di ragionare e ripartire. Unitariamente. Chi non ne è convinto lo dica. Meglio una dialettica sincera che un unanimismo di facciata. In ogni caso il partito lo farà. Con la ragionata certezza che ce la possiamo fare, nel 2006 può vincere ancora il centrodestra e la destra può essere ancora determinante. Per i valori che ha, cui non intende rinunciare, oltre che per i consensi di cui gode.


da www.alleanzanazionale.it

 

02.05.05