ROMA - Condivido la proposta di Berlusconi. Cosi' il presidente di An Gianfranco Fini dopo l'incontro con il Cavaliere a via del Plebiscito. Berlusconi, aveva anticipato, in collegamento con 'Panorama del giorno', l'addio ai simboli di Fi e An e annuncia un accordo con Gianfranco Fini per dar vita ad una lista unica, federata con la Lega, che avrà il simbolo del Popolo della libertà. Il Cavaliere e' al momento a colloquio con lo stesso Fini a Palazzo Grazioli.
Berlusconi, nel corso della diretta telefonica, ha confermato le indiscrezioni di stampa su un'unica lista Fi-An. A Maurizio Belpietro, direttore di Panorama, che gli chiedeva se fosse vero che i due partiti si sarebbe uniti in una sola lista con un unico simbolo, il Cavaliere ha risposto: "Non soltanto Fi e An, ma tutti coloro che ci staranno". "Altro non è - ha proseguito Berlusconi - che un ulteriore passo avanti" in quel processo "che aveva trovato conferma pubblica a Piazza San Babila: un movimento grande e importante che unisse tutti i cittadini italiani, liberali e moderati, che non si riconoscono nella sinistra". Quanto al nome della nuova formazione unica, Berlusconi non ha dubbi: "I cittadini - ha detto - hanno scelto il nome optando per il 'Popolo della liberta'". L'ex premier ci tiene a sottolineare che non si tratta di una risposta alla corsa solitaria di Veltroni. "Nessuna contromossa", ha sostenuto, sottolineando poi che il leader del Pd "si doveva togliere dall'abbraccio mortale della sinistra". I simboli di Fi e An dunque non ci saranno? "Né il simbolo di Fi né quello di An", ha detto, annunciando che "entro oggi" ci sarà un "incontro con Fini e Bossi per definire i particolari".
"Dentro il Popolo delle libertà saranno accolti tutti, spero anche l'Udc e tutti i rappresentanti dei partiti più piccoli che vorranno unirsi a noi, mentre la Lega, che è un partito territoriale, si federerà al Pdl". Così Silvio Berlusconi, nel corso di 'Panorama del giorno' su Canale 5, precisa i contorni del progetto di una lista unica Fi-An. Il leader di Fi ha anche parlato di gruppi unici a Camera e Senato.
FINI: CONDIVIDO PROPOSTA BERLUSCONI
"Condivido la proposta di Berlusconi di dare al popolo del 2 dicembre, al popolo delle libertà, una unica voce in Parlamento". Gianfranco Fini dopo un vertice di tre ore e mezza a Palazzo Grazioli con Berlusconi conferma la nascita della lista del Popolo delle libertà. "Abbiamo sempre sostenuto che tutti glie elettori del centrodestra sono animati da una spinta unitaria maggiore di quella degli eletti dei partiti".
"Mi auguro che anche gli amici dell'Udc vogliano contribuire a scrivere questa importante pagina della storia della politica italiana". E' l'invito rivolto da Gianfranco Fini ai centristi, nel corso di una dichiarazione resa al termine dell'incontro con Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli in cui il leader di An ha condiviso il progetto di una lista unitaria An-Fi.
"Il 13 aprile nascerà dalle urne un nuovo grande soggetto politico ispirato ai valori del Ppe e quindi alternativo alle sinistre". Lo ha detto Gianfranco Fini, leader di An, al termine dell'incontro con Silvio Berlusconi. "Per questo - ha aggiunto l'ex ministro degli Esteri - mi auguro che anche gli amici dell'Udc vogliano contribuire a scrivere questa importante pagina"
CASTELLI, BERLUSCONI ACCETTA POSIZIONI LEGA
MILANO - "Sostanzialmente Berlusconi accetta le posizioni della Lega, perché data la nostra peculiarità per noi non sarebbe stato possibile confluire e stemperarci in una lista unica": lo ha detto il presidente dei senatori leghisti, Roberto Castelli, intervistato da Radio Padania a proposito delle dichiarazioni fatte da Berlusconi sul Pdl.
"Se gli altri partiti della Cdl - ha aggiunto Castelli - decidono di confluire in un unico simbolo mi sembra un fatto positivo, è anche una questione di semplificazione del quadro - ha aggiunto Castelli - La Lega, che ha la sua specificità si presenta federata e adesso occorre solo stabilire bene cosa vuol dire la parolina federata". "Ma la sostanza - ha spiegato l'esponente leghista - per noi é il programma in cui ci devono essere i punti che riguardano la questione settentrionale. Noi porremo dei punti precisissimi, perché i patti siano chiari e l'amicizia lunga". E all'intervistatore che gli ha chiesto se la questione delle tre Macroregioni che venne posta per la prima volta dal professor Gianfranco Miglio anni fa sia al centro del programma, Castelli ha replicato: "Questo è uno dei punti già noti e che sono stati elaborati nei mesi scorsi dal Parlamento del Nord che è stato l'organismo di spinta, elaborazione e sostegno della questione del Nord. Il nostro programma andrà concordato con gli alleati, naturalmente non ci aspettiamo che accettino tutto, ma certamente ci sono punti che per noi sono fondamentali e irrinunciabili". "In ogni caso - ha concluso Castelli tornando alla questione del Pdl - il quadro si sta chiarendo bene a vantaggio delle elezioni. La semplificazione proposta da Berlusconi dimostra che non c'é bisogno di una nuova legge elettorale per chiarire le cose e andare incontro a quel che chiede l'opinione pubblica".
CESA: NO UDC A LISTONE FI-AN, MA NOI COLLEGATI COME LEGA
ROMA - "L'Udc intende rimanere nel centrodestra con una sua autonomia. Niente lista unica del Pdl, dunque, ma uno schema che prevede il collegamento elettorale e di programma, così come farà la Lega Nord". Lo ha affermato il segretario dei centristi Lorenzo Cesa, spiegando quella che sarà la richiesta del suo partito agli alleati della vecchia Cdl. "Naturalmente - ha aggiunto il segretario - attendiamo l'esito dell'incontro tra Berlusconi e Fini per avere una idea precisa della situazione"
ROTONDI, FI-AN SVOLTA STORICA COME NEL '48,DCA ADERISCE
''L'accordo di Berlusconi e Fini sulla lista del Pdl è una svolta storica. La Dca aveva già aderito al Pdl, al Consiglio Nazionale di domani dovrò solo dire ai democristiani che ho l'onore di averli riportati in un grande partito di massa ispirato al Ppe. La transizione italiana è finita, sarà una vittoria bellissima come quella del '48''. Lo dichiara il segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie, senatore Gianfranco Rotondi.
da www.ansa.it
08.02.08 |