Pesaro e la sicurezza. Qualche riflessione semiseria Eh, sì... come si vive bene a Pesaro! Le farfalle volano fra i fiori, i bambini giocano, gli innamorati passeggiano, gli anziani chiacchierano... Cosa si può volere di più? Tutto va bene, tutto è perfetto, tutto è immutabile... immutabile quanto quei semafori dove persone quantomeno ineducate cercano di attentare a questa immagine idilliaca bussando ai finestrini delle auto in sosta o magari sporcando il parabrezza con la scusa di una pulizia non richiesta. Forse qualcosa non va poi così bene. Se una città dalle dimensioni tutto sommato contenute inizia a mostrare le problematiche che caratterizzano le grandi città (e non i pregi, purtroppo), forse qualche domanda sulla direzione che la politica cittadina ha intrapreso negli ultimi dieci anni occorrerebbe farsela. E non ci si può più nascondere dietro quel buonismo cattocomunista mascherato da "accoglienza", perchè mi pare che ormai sia chiaro, a livello mondiale, come sicurezza ed accoglienza dei più deboli possano e debbano andare d'accordo, a patto che non si utilizzino demagogicamente l'una o l'altra. Avere le idee chiare, in politica, è un grosso pregio: noi le abbiamo. Accoglienza verso gli sfortunati, congiunta con un aiuto a ricominciare una vita, non necessariamente in Italia; condanna di chi, invece di contribuire al bene comune, peggiora le condizioni di vita dei cittadini con prestazioni non richieste (che tra l'altro anche altre Amministrazioni di Sinistra si sono finalmente decise di comprendere come dannose per la comunità) o addirittura di chi delinque. Questo è avere idee chiare: fare finta di niente, invece, dimostra semplicemente di voler governare senza interesse per le problematiche reali del luogo. 20.10.07
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