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| Edizione del 8 maggio 2006 |
Edizione del
8 maggio 2006, oggi in edicola:
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Consani: “La scuola deve insegnare ai ragazzi a lottare”
“Drogarsi per sfuggire alla realtà”
PESARO - Ospitiamo un altro punto di vista sulla gita del Marconi,
conclusasi con l’anticipato rientro di cinque studenti sorpresi a Olbia
con dosi di droga. Stavolta interviene Carlo Alberto Consani,
presidente provinciale di Azione Giovani. “Mi hanno colpito - scrive -
le polemiche sulla gita sballata di certi ragazzi della nostra zona:
positivamente, perché evidentemente non siamo ancora ai livelli di
certe città dove questi problemi vengono definiti minori;
negativamente, invece, per la sorpresa che molti hanno mostrato davanti
a ragazzi che si drogavano in gita. Utilizzo questo termine così forte
volutamente, perché chiamarla erba o spinello gli dà quasi un
effetto-simpatia.
“Non
è un mio compito diretto informare i ragazzi se questa droga, che per
fortuna non viene più definita leggera, faccia o meno male da un punto
di vista fisico o mentale; quello che dico ai ragazzi con cui ho a che
fare è: perché ci dovremmo drogare di queste sostanze? Perché non siamo
contenti della nostra esistenza, perché non ci soddisfa…E' nobile che
ad un adolescente non soddisfi troppo la propria vita, che aspiri ad
altro, a qualcosa di più: col tempo imparerà che le giuste aspirazioni
ad essere migliore si possono anche conciliare con l'apprezzamento per
quello che si è già fatto. Ma perché a questi studenti insoddisfatti
non viene proposto di cercarsi un'alternativa reale invece che
immaginaria?
“Nella mia ormai decennale esperienza sui
problemi della politica giovanile mi sono convinto che questo è ciò che
manca a Pesaro: le alternative al quotidiano procedere noioso e senza
avventura di ragazzi che a tale avventura sono naturalmente
indirizzati. Non è, come dicono molti vecchi, che non ci sono più
valori, oppure che i ragazzi siano disinteressati… fatta salva la
responsabilità individuale anche a quell'età, particolarmente
importante perché è proprio l'età delle prime grandi scelte riguardo se
stessi, occorre che i ragazzi, a fianco delle nozioni fondamentali che
giustamente la scuola passa, si scontrino con la vita, scoprano che
attorno a loro ci sono persone che letteralmente muoiono di fame, che
l'andare contro tutto e contro tutti è perfettamente stupido se non lo
si fa in nome di qualche cosa. Questo qualche cosa, poi, può avere
varie forme: noi di destra lo identifichiamo in diversi principi e
nelle battaglie che ne conseguono per metterli in pratica; altri
proporranno altre forme. Ma quello che ritengo giusto comunicare, ed è
il fine di questo mio intervento, è che occorre insegnare ai ragazzi a
lottare, a vivere la vita, a determinarsi, per quanto possibile, il
proprio destino, e non a fuggire la realtà”.
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