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Edizione del 4
giugno 2004, oggi in edicola:(Ogni
giorno dalle ore 12 potete trovare online il giornale in
edicola)
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Consani (An) critica
il richiamo ai morti in Iraq "Disobbedienti, di dubbio gusto la manifestazione in
piazza"
"Prima o
poi doveva succedere; purtroppo è successo. I no global hanno
esordito clamorosamente a Pesaro nel peggiore dei modi, cercando di
rovinare la festa della Repubblica".
Dopo la denuncia nei
confronti di tre disobbedienti, che avevano invitato i soldati in
piazza a disertare, interviene Carlo Alberto Consani di Alleanza
nazionale. "A chi dice che fra destra e sinistra ormai non c'è più
differenza, questa è la più certa delle risposte - afferma Consani
-. Daniele Falcioni, uno degli autori dell'"impresa", parla sui
giornali di ieri della "retorica di chi vuole la parata militare
come simbolo di un popolo o di uno Stato"; precedentemente aveva
invitato i militari a disertare, in spregio completo della serietà
stessa dell'impegno dei nostri soldati che, consapevoli
dell'essenzialità del loro ruolo e dell'importanza che ha in questo
ruolo la disciplina, si prestano alla Patria in compiti
difficilissimi; ed hanno lanciato da una finestra un vergognoso
striscione ("la vostra guerra, i nostri morti") utilizzando così,
contro qualsiasi regola del buon gusto, i morti in Iraq per scopi di
bassa politica. I disobbedienti, come al solito, obbediscono a
qualche capoccia organizzatore di queste bravate tese a creare un
clima di scontro in piena campagna elettorale. Allora rimarco
fortemente le differenze ideali, di cultura e di pensiero rispetto
questo movimento: noi di Alleanza Nazionale crediamo nell'impegno
dell'Esercito come operatore di pace- si vadano a leggere, i
Disobbedienti, i rapporti di Amnesty International sul regime di
Saddam e dicano se oggi, se ci fosse stato Saddam al potere,
avrebbero avuto la stessa reazione-; crediamo nella disciplina e
nella serietà, nel rispetto dei giuramenti e della lealtà verso lo
Stato, cioè verso noi tutti; crediamo nell'eroismo italiano che
negli ultimi tempi ci ha creato tanta ammirazione in tutto il mondo
("Vi faccio vedere come muore un italiano", ricordiamocelo sempre);
crediamo, infine, che la pace vada raggiunta, ma che altrettanto
importante, se non più, della pace sia la libertà e la
autodeterminazione dei popoli. Questo è ciò per cui crediamo e ciò
per cui lottiamo, senza azioni di dubbio gusto come fanno altri. E,
semplicemente, se c'è una manifestazione che non ci trova d'accordo,
lo diciamo e facciamo sapere il perchè con ogni metodo civile; ma
non ci andiamo, perchè democraticamente rispettiamo le idee altrui,
anche quelle da noi più distanti".
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