In merito alla ricorrenza della Giornata del Ricordo
Di Carlo Alberto Consani Presidente Provinciale di Azione Giovani
PESARO - "Che la ricorrenza della Giornata del Ricordo non
metta di buonumore è normale: si rammenta infatti una delle pagine più buie del
XX secolo italiano: 10000 morti, centinaia di migliaia di esuli per un'ideologia
che avrebbe dimostrato tutta la sua debolezza nella caduta del Muro di qualche
decennio più tardi. Chi però, come me, è interessato a questa storia non può
essere soddisfatto di come sia stata celebrata quest'anno. A Pesaro con una
mostra intellettualmente alquanto debole, per usare un eufemismo. Cito solo una
frase che mi ha colpito "...la violenza fascista dilaga con obiettivo della
completa italianizzazione delle popolazioni di etnia non italiana che abitavano
quelle terre da tempo immemorabile" Nessuno pensa alle persone di etnia italiana
che abitavano quelle terre da tempo immemorabile? Qualcuno si dimentica che una
volta in quelle terre c'era l'Impero Romano e poi la Repubblica di Venezia? Non
è forse una storica prova, questa, delle italianità di queste terre? Ma questa
mostra certo non lo poteva sapere, perchè, guarda caso, si "dimentica" di tutti
gli avvenimenti precedenti alla Prima Guerra Mondiale. Non mi pare un evento che
aiuti a celebrare la Giornata del Ricordo, ma una mostra, già purtroppo nota
negli ambienti, utile solo a mettere zizzania. Chiudendo con una battuta, già il
titolo della mostra "Fascismo, foibe, esodo" è serio quanto un "Comunismo,
Auschwitz, shoah"... Non si fa politica sulla storia. L'altro episodio
scandaloso è avvenuto a Fano, dove si è boicottato l'incontro con Adolfo
Morganti. Le sciocchezze dette sul suo conto sono innumerevoli, ma è divertente
che qualcuno l'abbia criticato perchè "non obiettivo". Cosa vuol dire "non
obiettivo" sulla storia? O dice cose vere o cose false. Se sono false occorre
dimostrarlo, come ho appena fatto riguardo all'iniziativa di Pesaro. Se poi i
critici non vanno oltre il loro orticello e non conoscono prima ed accettano poi
"intellettuali" (non mi piace questa parola, ma rende l'idea) di un circolo
diverso da quello che frequentano, mi chiedo dove sia la democrazia. Non capisco
come e cosa possano insegnare ai ragazzi professori che vietano loro il
confronto. E' questo modo di fare scuola, storia e politica che crea grave
imbarazzo alle giovani generazioni, a cui viene così insegnato che non esiste
una Verità, che tutto è opinabile ma è bene rimanere delle proprie convinzioni.
E' meglio rigettare il confronto. La nostra provincia, purtroppo, si è
dimostrata veramente di scarsa cultura democratica".