"Quello che non
capisco io della sua posizione, che so condivisa peraltro da tanti altri, è
perchè non riusciate a distogliere la mente dall'anticlericalismo che non vi fa
ascoltare le posizioni altrui"
Di Carlo Alberto Consani
"Gentile Ciceroni,
mi faccia parlare con franchezza. Quello che non
capisco io della sua posizione, che so condivisa peraltro da tanti altri, è
perchè non riusciate a distogliere la mente dall'anticlericalismo che non vi fa
ascoltare le posizioni altrui. Certo, io sono cattolico, buono o cattivo lo
deciderà Qualcun altro. Ma sulla questione "aborto" non cito minimamente la
Chiesa. Non è, per me, questione di "fede". Il punto è che nessuno è mai
riuscito a spiegarmi questo "piccolo" particolare, al di là delle disquisizioni
scientifiche che peraltro spesso sono ben poco "scientifiche": perchè una coppia
che sceglie di avere un bambino lo "sente" fin dalle prime settimane mentre gli
abortisti dicono che non è altro che "ammasso di cellule" (o frasi ancor più
odiose)? E quindi, collegato a questo, cosa cambia "fisicamente" nel bambino fra
il 90esimo ed il 91 esimo giorno? Ci si rende conto che questo discrimine dei
tre mesi è scientificamente assurdo? Le posso aggiungere una considerazione di
tipo "legislativo": la Legge deve sempre difendere i diritti del più debole: in
questo caso non v'è dubbio che il più debole sia il bambino (o feto, come
preferisce chiamarlo). Poi, da cattolico, le potrei aggiungere il discorso
dell'anima, i dieci comandamenti e quant'altro ma, come vede, le parlo da uomo
razionale, evitando le questioni di fede. Ma, al di là di queste considerazioni,
Le vorrei chiedere il motivo per il quale, se oggi un cattolico esprime le sue
opinioni, deve sentirsi rinfacciare ciò che Lei rinfaccia a me. E' ovvio infatti
che un cattolico pensi di aver ragione, in quanto ha Fede e crede in ciò che
dice e vuole comportarsi di conseguenza; non mi pare che questo vada a ledere la
libertà di qualcuno. Ed infine, Lei ribadisce un pensiero che pensavo fosse già
chiaro, ma che evidentemente non lo è stato abbastanza: non è una
battaglia contro le donne essere contrari all'aborto e favorevoli ad una
revisione della 194 che ne limiti gli effetti negativi avuti in questi decenni,
magari dando anche la stessa responsabilità al padre rispetto a quella della
madre; questo pur con tutte le tutele del caso su casi estremi, che però sono
una piccola percentuale della casistica, come gravidanze dovute a stupri od
anche gravidanze che possono rappresentare un pericolo di vita per la madre. Le
donne andrebbero molto più tutelate dal legislatore e la violenza contro di loro
perseguita con più decisione e severità. Ma credo che il legislatore debba
sempre proteggere la parte più debole; ed in questa questione la parte più
debole, quella indifesa, che non può parlare, che è alla completa mercè
delle decisioni altrui, è senz'altro il bambino.
Spero che la prossima volta eventualmente Lei
critichi il mio pensiero e non quello che crede che io pensi".
Carlo Alberto Consani