"Ieri, da portolotto, ho seguito con attenzione
l'incontro organizzato per tentare di spiegare i disagi degli abitanti della
zona dovuti alle attività portuali" Di Carlo Alberto Consani, Circolo della Libertà "Pesaro Futura", Portolotto
PESARO - "Ieri, da portolotto, ho seguito con attenzione
l'incontro organizzato per tentare di spiegare i disagi degli abitanti della
zona dovuti alle "attività portuali". Fra i ragionamenti del nostro Sindaco, mi
ha lasciato particolarmente perplesso quello secondo il quale la situazione che
veniamo oggi ad affrontare sia inevitabile, ineluttabile in attesa del nuovo
porto. Non credo che sia così: credo che questa frase serva invece solo come
"foglia di fico" per nascondere la lapalissiana mancanza di visione strategica
da parte di questa amministrazione e della precedente. Quando il Sindaco, allora
Assessore ai lavori pubblici, espose il piano del porto alla Circoscrizione,
della quale ero Consigliere e che allora ancora lavorava per i cittadini ed
aveva per questo un senso, la maggiore obiezione fu proprio quella del
progetto presentato senza pensare ai suoi collegamenti con la realtà in cui
andava ad inserirsi, senza cioè accennare alle infrastrutture ed ai problemi dei
residenti. L'allora Assessore ci rassicurò, perchè il piano che ci veniva
presentato sarebbe stato integrato da interventi a livello comunale che
l'avrebbero reso compatibile. Personalmente non ho ancora sentito parlare di
questi interventi. Poichè il traffico di cui oggi siamo tutti testimoni al porto
ha dimensioni ridicole rispetto a quello che avremo quando il progetto sarà
terminato- del resto, se così non fosse non avrebbe senso ampliarlo- mi chiedo
oggi come allora perchè si vogliano sempre "costruire le case partendo dal
tetto", cioè perchè non si sia affrontato e non si affronti oggi un problema le
cui dimensioni attuali possono fare solo pallidamente immaginare le difficoltà
che attendono noi residenti: uno studio ed una valutazione dell'impatto delle
attività portuali sulla viabilità locale e la messa in opera di eventuali
soluzioni. E' infatti ovvio che, se soluzioni non si trovano, il progetto del
porto non deve essere portato avanti, sempre che non si voglia declassare una
zona di importanza storica fondamentale della nostra città, a ridosso del centro
storico, a "sobborgo industriale". Mi piacerebbe poi approfondire in ultimo un
tema che ieri è stato accennato: dato che questa situazione e la sua eventuale
degenerazione creano un forte danno economico a tutti i proprietari della zona,
dovuta alla perdita del valore degli immobili per "sopraggiunta invivibilità",
il Comune è disposto a farsi carico di questo problema? In caso affermativo,
vorrei sapere il modo; in caso negativo, occorrerà che noi portolotti decidiamo
una strategia comune".
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