"Ieri mattina, purtroppo, mi trovavo in centro per
sbrigare delle pratiche, quando mi sono imbattuto nel codiddetto corteo
anti-Gelmini" Di Carlo Alberto Consani, Popolo delle Libertà
PESARO - "Ieri mattina, purtroppo, mi trovavo in centro per
sbrigare delle pratiche, quando mi sono imbattuto nel codiddetto "corteo
anti-Gelmini". Non voglio generalizzare, ma vedere ragazzi di 16-18 anni, e che
quindi fra pochi anni dovrebbero affacciarsi sul mondo del lavoro, andare in
giro a proporre delle idee politiche con slogan, modi di fare ed abbigliamento
non proprio consoni a chi debba proporre qualche valida idea fa pensare. Vorrei
ricordare contro che cosa stanno manifestando: per quanto riguarda il D.L.
137/08, viene introdotto il sacrosanto voto di condotta e il chiarissimo
(finalmente!) voto in decimi (art.2 e 3); il maestro prevalente alle elementari,
che come possono vedere tutti ha fornito molta più educazione rispetto a coloro
che hanno svolto la scuola primaria con il cosiddetto modulo (art. 4);
l'impedimento agli editori di cambiare libro di testo ogni anno (art. 5);
l'esaurimento degli insegnanti iscritti nelle graduatorie prima di produrre
nuovi disoccupati (art. 6); finalmente un serio stanziamento di fondi per la
messa in sicurezza delle scuole (art. 7 bis). Per quanto riguarda invece la
celebre Legge 133 essa converte il decreto 112/08 nel quale, premesso il fine di
portare il rapporto debito /PIL dal 103,9% del 2008 al 97,2% del 2011, al "Capo
V-Istruzione e Ricerca" si legge: possibilità di scaricare i testi scolastici da
internet (gratuitamente o a prezzo ridotto) con attenzione anche al contenimento
del peso (art. 15), facoltà di trasformare in fondazioni le università,
con esplicito riferimento alla loro essenza non commerciale ed al divieto di
ridistribuzione di utili "in qualsiasi forma" (art. 16), riorganizzazione del
"sostegno e incentivazione di progetti di ricerca di eccellenza ed innovativi"
tramite la Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia (art. 17). Al successivo
"Capo II-Contenimento della spesa per il pubblico impiego", art. 64
"Disposizioni in materia di organizzazione scolastica" si propone l'innalzamento
del rapporto alunni/docenti almeno per avvicinarsi agli standard europei; in
più, si decide la revisione dei criteri e dei parametri per il reclutamento
dell'ATA (personale amministrativo, tecnico ed ausiliario) ed una sua riduzione
del 17% in tre anni. Si annuncia una maggiore flessibilità nell'impiego dei
docenti, la revisione dei criteri nella formazione delle classi, la
riorganizzazione della scuola primaria, la razionalizzazione dell'ATA. Allo
stesso tempo, però, viene previsto un aumento delle risorse per la
"valorizzazione e (...) sviluppo professionale della carriera del personale
della Scuola a decorrere dall'anno 2010" (art. 64 comma 9), cosa che mi pare sia
la messa in pratica del principio di salvaguardia della qualità nella scuola
rispetto alla quantità.
Ciò detto, è perfettamente lecito che qualcuno non
sia d'accordo, ma dire che si vuole distruggere la scuola pubblica mi pare che
sia una forzatura non suffragata dai fatti, oltre che un modo di fare politica
poco serio. Cari ragazzi, fate bene ad interessarvi della vita pubblica, ma non
fidatevi degli intermediari: leggete le fonti e poi discutetene. Niente è peggio
del farsi strumentalizzare".
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