Mi ha incuriosito in questi giorni la mostra “Fascismo, Foibe, Esodo”. Il titolo, infatti, mi pareva strano, un po’ come una mostra “Comunismo e massacro dei Pellerossa” o “Capitalismo e repressione dei Kulaki”. Chissà, magari era una mostra su tutto quello avvenuto nel mondo negli anni ’40. La presentazione sui giornali, in realtà, era tutto un programma: “la Prima Guerra mondiale e l'annessione della Venezia Giulia e dell'Istria all'Italia, la repressione delle popolazioni slovene e croate durante la dittatura fascista, l'aggressione nazifascista alla Jugoslavia e l'annessione della Slovenia e della Dalmazia all'Italia. E inoltre la repressione militare italiana, la successiva occupazione militare tedesca, la resistenza antifascista, la fine della Seconda Guerra mondiale e l'occupazione jugoslava di Trieste e parte del Friuli Venezia Giulia, la violenza anti-italiana e la tragedia delle foibe, l'esodo triste e drammatico della comunità italiana dopo l'assegnazione definitiva dell'Istria alla Jugoslavia di Tito.” 8 righe di descrizione delle foibe e dell’esodo senza usare nemmeno una volta la parola “Comunismo”! Una maestria lessicale incredibile! Pare quasi, ma sono sicuro di sbagliarmi, che si voglia dare la responsabilità delle foibe e dell’esodo al fascismo, che di responsabilità in genere ne ha sicuramente tante, ma non può avere responsabilità su atti disumani compiuti da persone con stella rossa e falce e martello. Sempre che, ripeto, non si voglia ammettere la tesi che il nazismo sia giustificato dalle terribili condizioni imposte alla Germania dopo la seconda Guerra Mondiale ed altre ipotesi di questo tipo, che personalmente aborro. Sono riuscito così a trovarla in anteprima sul sito internet http://www.deportati.it/museo/mostra_foibe.html. La struttura ricorda la mostra che il Comitato 10 febbraio espose alla Biblioteca San Giovanni lo scorso anno: una serie di pannelli espositivi, ancora visibili al link http://www.10febbraio.it/mostre.htm . E’ interessante come, però, la prima parta dal 1919 e dalla conquista, conseguente alla nostra Vittoria della Prima Guerra Mondiale, della Venezia Giulia, Zara ed in seguito Fiume, mentre la mostra organizzata lo scorso anno dal Comitato 10 febbraio, dal significativo titolo “Istria, Fiume e Dalmazia, 2000 anni di cultura italiana” teneva a precisare la storia di quelle terre prima nell’Impero Romano e poi nella Repubblica di Venezia. Diceva questa mostra ad un certo punto: “Nell’arco di circa 2000 anni si era compiuto quel processo di evoluzione che portò l’Istria e la Dalmazia a divenire parte integrante, non solo geograficamente, ma anche culturalmente, dell’Italia moderna”. Evidentemente, c’è qualche discordanza, che pregiudica la lettura degli avvenimenti successivi. Non è certo questo il luogo per dibattiti storici così complessi ed ardui, ma ritenevo importante dire che, se finalmente almeno le foibe non vengono più definite solamente “doline carsiche” nei dizionari, come avveniva fino a pochissimi anni fa, ma vengono associate a questa terribile vicenda, ancora molto da fare c’è per analizzare una delle più grandi tragedie italiane della nostra storia. Certo che la mostra “Fascismo, Foibe, Esodo” non sarà portatrice di polemiche antistoriche, ma che sarà sviluppata in modo equo e rispettoso delle Vittime, ne approfitto per ricordare che Azione Giovani ed Azione Universitaria hanno invitato Pier Luigi Crasti, presidentedell’Associazione AMICI e DISCENDENTI degli ESULI Giuliani, Istriani, Fiumani, Dalmati (A.D.E.S), all’incontro “Italia sconosciuta: testimonianze degli Italiani di Istria, Fiume e Dalmazia”, Lunedì 13 Febbraio alle ore 17,15 presso la sala del Consiglio Comunale di Urbino.

Carlo Alberto Consani

Presidente Provinciale di Azione Giovani