Pesaro, lì 22 marzo 2003 COMUNICATO STAMPA
Azione Giovani, organo giovanile di Alleanza Nazionale, esprime il pieno sostegno all'operato del governo e critica alcune manifestazioni tenutesi nella nostra provincia come nel resto d'Italia. Crediamo infatti che, pur ovviamente essendo convinti che la guerra sia qualcosa di orribile, talvolta essa sia purtroppo l' ultima soluzione possibile. Del resto, rivendichiamo, a differenza di qualcun altro, almeno la coerenza di essere stati favorevoli per l'intervento in Kossovo (in quanto esso doveva portare, ed ha portato, alla liberazione da una cruenta dittatura un popolo intero ed al termine del comunismo in occidente, oltre che al termine di un genocidio) quanto siamo favorevoli all'inetervento in Iraq (dove, da fonti di Amnesty International, quindi fonti certamente non di parte, viene ricordato come Saddam Hussein, fra gli altri terribili crimini a lui addebitati, abbia "fatto scomparire" centinaia di migliaia di curdi dal 1980 ad oggi). Ribadiamo il concetto, già più volte espresso nelle ultime settimane, che la pace non può essere ottenuta con una bandiera: appare francamente demagogica la ricerca della pace ad ogni costo, anche sapendo che negli ultimi tempi, e quindi in periodo di "pace", centinaia di migliaia di nostri fratelli sono vittime di terribili ingiustizie, e, pur essendo convinto della buona fede di gran parte di coloro che utilizzano ultimamente questo simbolo, ci domandiamo cosa sarebbe successo nella storia del mondo, e in particolar modo in quella italiana del XX secolo, se si fosse rinunciato a priori a tutte le guerre svolte. Siamo invece concordi nell'auspicare che tale guerra sia il più breve possibile e che da essa possa nascere un Iraq democratico e libero, per dare finalmente pace al suo popolo. Infine, teniamo a sottolineare la nostra delusione nel comportamento dell'Europa, che ha sicuramente fallito questo appuntamento. Così come la Destra europea si è da molti anni a questa parte battuta per un'Europa unita, così Azione Giovani crede che i recenti avvenimenti debbano senz'altro portare ad una riflessione sull'avvenire dell'Europa unita, Europa che deve trovare un incontro in un unico esercito ed in un'unica politica estera.
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