Il Piave è stato passato. Se per Borrelli occorre "resistere", si dovrebbe discutere su cosa. Non mi sembra che sia ancora stato dato il giusto peso alle parole di Francesco Saverio Borrelli, procuratore generale di Milano, all'apertura dell'anno giudiziario 2002. Borrelli appare realmente come un piccolo Lenin in partenza per la rivoluzione. Non può egli non essere a conoscenza delle basi dello stato liberale, in cui, si dice, ci dovremmo trovare, ove, proprio per garantire la democrazia, è stato stabilito un distinguo fra i poteri dello Stato, fra Esecutivo, Legislativo e Giudiziario. Incredibilmente, anche se le cronache riportano abbia commentato con "oggi è stato il giorno della mia rivincita", cresce allora la mia stima per Antonio Di Pietro il quale, almeno, per far politica si è dimesso da magistrato, senza utilizzare squallidamente posizioni a cui la Costituzione affida altri ruoli. Rivincita? Di che cosa? E su chi? Facile rispondere, ma non altrettanto facile giustificare uscite del genere di persone che, nel bene e nel male, hanno rivestito una figura storica per la storia d'Italia e che dovrebbero sapere usare maggiori toni di responsabilità. Facciamo però un ulteriore passaggio se a quanto ieri accaduto uniamo quanto accaduto mercoledì scorso con l'invalidamento da parte del Tar delle elezioni regionali in Abruzzo, invalidamento che, ovunque stia la ragione, dimostra gravissime crepe nel funzionamento democratico; se a questo ancora aggiungiamo il dicembre caldo nelle scuole, ove tanti ragazzi hanno partecipato a proteste incomprensibili e pretestuose contro una riforma che neanche lo stesso Ministro aveva ancora definito, vediamo il pericolo di deriva della nostra democrazia verso il quale stiamo andando. Chi di noi ha responsabilità politiche deve saperle usare con equilibrio, diffidando in questo momento di chiunque, dato che, grazie alla scellerata e inconcludente opposizione di Centro-Sinistra, si stanno creando troppe tensioni all'interno del Paese. Parlando in termini d'ingegneria, un corpo soggetto a troppe ed elevate tensioni prima o poi si rompe. Vegliamo affinché questo non accada con la struttura della nostra Nazione. Carlo Alberto Consani Consigliere di Alleanza Nazionale della I Circoscrizione di Pesaro Centro- Mare- Porto- Soria Presidente del Circolo di Pesaro di Azione Giovani |
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