Certo, c’è ancora molto da fare. Ritengo però che le iniziative in provincia per la "Giornata del Ricordo" siano un passo avanti verso una memoria condivisa, verso una Storia dalla parte dei più deboli, delle Idee e non delle ideologie. Smessi i panni da componente del Comitato X Febbraio, riprendo quelli di Presidente Provinciale di Azione Giovani, organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale, per fare delle considerazioni prettamente politiche, delle valutazioni che ho fatto, ma che non ho detto per la veste che ricoprivo, e che ora vorrei comunicare.

Non mi sono assolutamente piaciute certe considerazioni, fatte da esponenti della Sinistra e poi riprese anche da persone non impegnate politicamente, come per esempio conduttori di trasmissioni radio o altro, a proposito del nesso causa effetto fra il fascismo in Istria e Dalmazia e la conseguente ondata di violenza dei comunisti (non dei titini, che, come dice Veneziani, ricordano più il canarino Titti e gatto Silvestro piuttosto che degli spietati assassini) jugoslavi verso la popolazione inerme.

Non mi sono piaciute da un punto di vista storico perché se il Fascismo era una dittatura, qual era, che era tenuta anche con metodi violenti, mai ha raggiunto vertici di odio e di violenza barbara come quella, ad esempio, dei comunisti slavi in Istria e Dalmazia (non lo dico io, lo dicono storici quali, ad esempio, De Felice).

Tali considerazioni non mi sono principalmente piaciute, però, da un punto di vista umano. Dire che le violenze comuniste verso gli italiani sarebbero conseguenti alle violenze fasciste contro gli slavi autorizza a pensare che la vendetta privata sia lecita. Autorizza a pensare che se qualcuno mi da uno schiaffo sono in qualche modo giustificato ad ammazzarlo. Non credo che questo modo di pensare sia lecito né che aiuti in quel faticoso percorso di memoria condivisa.

Se si vuole, come si vuole, arrivare ad una coscienza storica nazionale che permetta di individuare almeno le esperienze da ripetere piuttosto che quelle da evitare, essendo ancora impossibile, e forse lo sarà sempre, arrivare a distinguere il giusto dallo sbagliato, non si può “ciurlare nel manico”: le foibe, le torture, i campi di concentramento comunisti in Jugoslavia sono stati un crimine assoluto, senza alcuna possibile giustificazione, contro popolazione civile inerme ed incolpevole esattamente come crimine assoluto sono stati i campi di sterminio nazisti o le leggi razziali fasciste.

Occorre fare attenzione a sottolineare questi aspetti perché ancora oggi sui libri di testo delle scuole si legge come i crimini comunisti, rispetto a quelli nazisti, godano della scusante del fine di libertà che avevano rispetto al fine di oppressione tipico di quelli tedeschi. C’è veramente qualcuno che pensa che la stragrande maggior parte dei tedeschi si sia innamorata del nazismo perché l’opprimeva mentre la stragrande maggior parte dei popoli dell’est si sia scoperta comunista perché amava la libertà?

Comunismo e nazionalsocialismo, ed anche il fascismo italiano, sono ideologie diverse per contenuti, ma essendo l’esito storico comunque dannoso per l’umanità, anche se in diverse quantità, non ci si può permettere di essere in qualche modo lievi verso ideologie che tanto male hanno provocato.

Carlo Alberto Consani

Presidente Provinciale Azione Giovani

Carlo Alberto Consani

Presidente Provinciale di Azione Giovani