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cosa servono il “Giorno della Memoria”, dedicata all'Olocausto del
popolo ebraico; del “Ricordo”, dedicata alle vittime delle foibe e dei
campi di concentramento comunisti in Jugoslavia; e, più in generale,
tutte quelle giornate in cui vengono ricordati episodi del passato?
Cosa avviene in quelle celebrazioni sparse in giro per l'Italia? Sembra
talvolta che ciò che è accaduto quando non eravamo ancora nati, o
comunque in posti lontani, non ci riguardi affatto. Per cambiare
veramente questo sentimento, ovviamente sbagliato, non basta talvolta
né essere a diretto confronto con una persona protagonista di tali
avvenimenti né andare in un posto dove quei fatti si sono realizzati.
Sì, è vero, non mi ha lasciato indifferente il campo di concentramento
di Sachsenausen, vicino a Berlino, dove fino alla fine della guerra
morirono circa 100 mila prigionieri dei nazisti, anche per esperimenti
medici, seguiti poi da altri 12 mila prigionieri tedeschi lì internati
fino alla chiusura del 1950; anzi, rabbrividivo pensando che dove io
passeggiavo con la macchinetta fotografica, qualcuno – pochi decenni
prima – aveva subìto indicibili torture prima di lasciare questa terra.
Ma cosa ci può dare una giornata dedicata a questo o a quel fatto? Si
potrebbe considerare riduttivo concentrare certe tragedie in un giorno:
ma ritengo sia un modo utile per porre certi fatti all'attenzione anche
di chi di storia non si interessa. Quello che dovremmo imparare è
poi discutere, il resto dell'anno, da un punto di vista storico e non
polemico, di questi fatti e del loro “contorno”. Sono stati purtroppo
molti i massacri e genocidi nella storia, per le più diverse “ragioni”.
Solo nel XX secolo se ne possono contare quasi due dozzine, da quello
del popolo ebraico da parte nazista a quello del popolo ucraino e dei
kulaki da parte comunista, dagli armeni da parte turca ai cambogiani
per mano dei connazionali Khmer Rossi. E molti altri se ne possono
aggiungere. Tutti, però, sono derivati da una mancanza di democrazia:
questo è da considerare fondamentale. Utile è quindi ricordare il più
possibile ciò che la storia ci ha insegnato affinché tali errori non
siano più ripetuti in futuro. Con questo spirito, quindi, affronterò le
prossime giornate della Memoria e del Ricordo.
Carlo Alberto Consani
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